Numeri fortunati e numeri sfortunati nel mondo

Hotel senza 13° piano, condomini di Hong Kong in cui manca il 4° piano, un numero di telefono che finisce con 888 venduto per una piccola fortuna: in ogni parte del mondo c’è chi considera alcuni numeri fortunati e altri un cattivo presagio. Ecco un giro tra i numeri fortunati e i numeri sfortunati più noti nel mondo, il motivo della loro fama e la risposta onesta alla domanda: un numero fortunato cambia davvero le tue probabilità?

Numeri fortunati

7: il preferito del mondo

Il sette compare ovunque: sette giorni della settimana, sette colori dell’arcobaleno nell’elenco tradizionale, sette meraviglie del mondo antico e tre sette come jackpot della slot machine. Quando nel 2014 il matematico Alex Bellos ha chiesto online a decine di migliaia di persone quale fosse il loro numero preferito, il 7 è arrivato primo con un ampio distacco. Un motivo potrebbe essere che sembra «casuale»: è dispari, è primo e non rientra negli schemi del 2, del 5 e del 10 con cui contiamo.

8: la fortuna in cinese

In mandarino, otto (bā) suona simile alla parola che significa prosperare o arricchirsi (fā). Targhe e numeri di telefono pieni di 8 si vendono a prezzi alti, e le Olimpiadi di Pechino 2008 si sono aperte l’8 agosto 2008 alle 8:08 di sera.

3: la terza volta porta fortuna

In inglese si dice «third time lucky» (la terza volta porta fortuna) e «good things come in threes» (le cose belle arrivano a tre a tre), e in molte fiabe l’eroe ha tre desideri o tre tentativi. Il tre dà un senso di completezza: un inizio, una parte centrale e una fine.

9: lunga vita in cinese

In mandarino, nove (jiǔ) suona come la parola che significa duraturo, quindi è legato alla lunga vita e all’amore che dura, e per molto tempo è stato associato all’imperatore.

Numeri sfortunati

13 e venerdì 13

Il 13 è il numero sfortunato più noto nel mondo anglofono, e molti hotel e grattacieli saltano il 13° piano. Questa paura ha perfino un nome: triscaidecafobia. Le sue origini non sono certe: si citano i 13 commensali dell’Ultima Cena e miti più antichi, ma l’idea del venerdì 13 come giorno particolarmente sfortunato si è diffusa solo tra la fine del XIX e il XX secolo.

4: la morte in Asia orientale

In cinese, giapponese e coreano, la parola per quattro suona come la parola per morte (sì e sǐ in mandarino, shi in giapponese). Molti edifici della zona non hanno il 4° piano, o nessun piano che finisca con 4, e alcuni prodotti evitano di essere venduti in confezioni da quattro.

9 in Giappone

Lo stesso numero può portare fortuna in un paese e sfortuna in un altro. In giapponese il nove si può leggere ku, che suona come la parola per sofferenza, perciò alcuni ospedali e hotel saltano la stanza 9.

17 in Italia

In numeri romani, 17 si scrive XVII. Anagrammando le lettere si ottiene VIXI, in latino «ho vissuto», proprio quello che si scriverebbe su una tomba. Alcuni italiani evitano il 17 come altri evitano il 13.

666

Nella Bibbia, nel libro dell’Apocalisse, 666 è «il numero della bestia», e questo lo ha reso un numero sfortunato in gran parte del mondo cristiano. In cinese, invece, il 6 suona come la parola che significa scorrere senza intoppi, e 666 può voler dire «va tutto bene».

Perché alcuni numeri sembrano fortunati?

  • Parole che si somigliano. Gran parte dei numeri fortunati e sfortunati dell’Asia orientale nasce da come suona il numero.
  • Racconti e religione. Il 7, il 13 e il 666 devono buona parte del loro significato a testi e racconti antichi.
  • Memoria. Ricordiamo la volta in cui è uscito il 7 e abbiamo vinto, e dimentichiamo le tante volte in cui non è uscito. Gli psicologi lo chiamano bias di conferma.
  • Storia personale. Un compleanno, un numero di maglia o un numero civico diventa il «tuo» numero per le cose belle che ci sono legate.

Un numero fortunato cambia le tue probabilità?

No. Un dado a 6 facce non truccato mostra ogni faccia 1 volta su 6, che il tuo numero fortunato sia il 3 o il 6. Un generatore di numeri casuali equo dà a ogni numero del suo intervallo esattamente la stessa probabilità a ogni estrazione, e non ricorda cosa è uscito prima. Tutti i calcoli sono nella nostra guida alla probabilità dei dadi.

C’è però un piccolo dettaglio. Nelle estrazioni in cui i vincitori si dividono un premio, molte persone scelgono date di compleanno, quindi i numeri da 1 a 31 vengono scelti più spesso. Scegliere numeri più alti non aumenta le tue probabilità di vincere, ma se vinci è meno probabile che tu debba dividere il premio con altre persone che hanno scelto gli stessi numeri.

Giochi con i numeri fortunati

  • Numero fortunato del giorno. Ogni mattina estrai un numero da 1 a 100 con il generatore di numeri casuali. Se lo noti durante la giornata, su un autobus, un orologio o un numero di pagina, guadagni un punto.
  • Fortunato o sfortunato? Lancia un dado; prima di ogni lancio, tutti dicono se il prossimo numero sarà «fortunato» (più alto dell’ultimo) o «sfortunato» (più basso).
  • Numeri dal mondo. Estrai un numero da 1 a 20: il gruppo deve nominare un paese in cui è considerato fortunato o sfortunato. Per altre idee, scopri i nostri giochi con numeri casuali.

Domande frequenti

Qual è il numero più fortunato del mondo?

Il sette è il numero fortunato e preferito più popolare in molti sondaggi e culture. In Cina l’8 è considerato il più fortunato perché suona come la parola che significa prosperare.

Perché il 13 porta sfortuna?

Nessuno lo sa con certezza. Lo si collega ai 13 commensali dell’Ultima Cena e a miti più antichi, e la paura del venerdì 13 si è diffusa soprattutto tra la fine del XIX e il XX secolo.

Perché il 4 porta sfortuna in Cina e in Giappone?

La parola per quattro suona come la parola per morte in cinese, giapponese e coreano, quindi molti edifici saltano il 4° piano.

Un numero fortunato aumenta le tue probabilità?

No. I dadi e i generatori di numeri casuali equi danno a ogni numero la stessa probabilità a ogni lancio o estrazione, qualunque numero tu scelga.

Perché il 17 porta sfortuna in Italia?

Il numero romano XVII si può anagrammare in VIXI, in latino «ho vissuto», un’espressione legata alla morte.

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